Quale/i Parola/e mi interpella vivamente, posso dire a me stessa perchè la sento così forte, così sfidante, così attraente, così capace di dire tutto di me, il mio segreto, la mia Vocazione Personale...
PREGHIERA : SILENZIO
Il deserto dell’anima
è il deserto di Dio
che non ha parole,
si ascolta
ci purifica.
Il silenzio lo ascolto
perchè mi parla,
mi rende saggia.
Il silenzio
è l’umiltà.
Se tendo l’orecchio
lo ascolto
e mi consola,
mi abbraccia
teneramente,
perchè sono
già a casa,
c’è mio Padre
che mi attende
e mi dicembre non parlare
ascolta
quello che ho da dirti,
perchè le tue parole
le conosco già.
Ora è tempo
che anche Tu ti innamori
del mio silenzioso
parlare.
Sara Paladino, “Come una melodia”, Lidia Mari Crespi, ed., Rossi Tipo-Litografia sas, Cassano Magnago (Va), novembre 2005. (Testo fuori commercio)
L’alfabeto mistico
L’approfondimento dell’alfabeto dell’intimità ci ha fatto rivisitare da una prospettiva interiore la dinamica del nostro incontro con il Signore che ci chiede di glorificarlo con il nostro corpo. L’anima racchiude il nostro segreto, la nostra vocazione personale accoglie lo Spirito Santo che come raggio di sole ci raggiunge dall’unica fonte ed ordina i nostri affetti con la soavità del TOCCO della GRAZIA con noi sia nella veglia che nel riposo.
“Cos’è la grazia” mi fu chiesto alla mia difesa dottorale.
La risposta è semplicissima: è l’esperienza dell’amore di Dio.
Chiamate ad essere Catechiste è un essere coinvolte con l’elargizione della grazia non con formule ma con l’esperienza, rieccoci, dunque, a ricomprendere l’intimità come CAMMINO MISTAGOGICO, cammino esemplare che l’accompagnatrice offre come compagna di viaggio a chi la sceglie come guida. Nei secoli recenti la Chiesa non ha educato all’affettività umana, per questo ha trovato difficoltà nell’introdurre all’affettività spirituale che oggi ci chiede di “assumere coscienza e responsabilità per un orientamento affettivo” essendo questo costitutivo del nostro sviluppo spirituale.
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