L'INTIMITA' CON GESU' CROCIFISSO E MISERICORDIOSO - VII^

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Gesù Crocifisso È Gesù misericordioso
“Soave in terra eccelso in cielo”
Siamo giunti alle riflessioni conclusive o, meglio, alla rivelazione a cui Leopoldo e Faustina ci hanno introdotti. Il Gesù di Leopoldo è elevato da terra per attirare tutti a sè, il Gesù di Faustina si presenta, invece, in cammino verso di noi mentre il nostro cuore anelante lo invoca GESÙ CONFIDO IN TE!
“Soave in terra eccelso in cielo” è l’espressione che riassume le due tensioni di soave cammino e di innalzamento sulla croce.
Le esperienze che abbiamo accolto parlano da sè, a noi ora rileggerle, guardare a Gesù e cogliere la dinamicità delle due esperienze che riconducono l’una all’altra.
In un tempo di maggior fede il Crocifisso agiva come un faro, abbiamo accennato in apertura, oggi invece abbiamo troppe antenne che ci disorientano ed allora Gesù non ci chiede di salire a Lui, forse ci perderemmo, così come è facile smarrirsi non solo nelle strade del mondo ma anche in quelle virtuali, nel mondo informatico, tanti sono i percorsi che facilmente disorientano ed ingannano i più semplici. Gesù trepida, vede i bimbi violati nel corpo e nell’anima e ci saluta con la mano benedicente. In Gesù misericordioso è Lui che viene a noi senza manto regale, con la massima semplicità, indicando l’altra mano un dono, una sorgente, il suo cuore da cui escono due raggi, l’acqua ed il sangue. Tutto è umano e tutto è divino, perchè c’è la luce!
Pregami come buon Pastore
Un’amica mi disse “Gesù ha gradito la preghiera che gli hai fatto come buon Pastore e desidera continui a pregarlo così.” Restai attonita, chi poteva sapere ciò che era accaduto in me, ma compresi, perchè a certe anime Dio concede di conoscere i sentimenti del suo cuore, soprattutto ciò che prova per coloro che ha loro affidato.
Il buon Pastore, il bel Pastore, ecco chi è Gesù misericordioso! I suoi passi cercano gli smarriti, i peccatori, il suo cuore illumina le loro tenebre. Ci raccoglie tra i rovi della nostra vita, le paure, le incertezza, e ci eleva ponendoci sulle sue spalle. Le catacombe di Roma sono ricche della sua presenza e nei tabernacoli delle Chiese è una figura ricorrente.
Nella nostra cappella ai piedi del Crocifisso, con accanto Maria e Giovanni, c’è il buon Pastore, è lui la porta all’ovile, Lui la mangiatoia, Lui il tabernacolo che custodisce i nostri segreti quelli che conosce solo il Re, come dice il libro di Tobia.
Un solo Spirito
Dice Santa Teresa d’Avila «Vengano anche lacrime quando Iddio ce ne favorisca; ma non si faccia nulla per procurarle. Anzi, meno ce ne cureremo, meglio innaffieremo la nostra arida terra, aiutandola più efficacemente a dar frutti con l’acqua che viene dal cielo, paragonata alla quale non ha proprio a che fare quella che troviamo noi a forza di scavare. Anzi, scaveremo, ci stancheremo, e spesso non troveremo, non dico una sorgente, ma neanche una pozza. Perciò sorelle, ritengo più utile che ci mettiamo innanzi a Dio, considerando da una parte la sua misericordia e grandezza, e dall’altra la nostra grande miseria. Egli sa quello che più ci conviene, ed Egli ci dia quello che vuole: acqua o siccità. Così cammineremo tranquille, e il demonio non avrà tanta possibilità di tenderci insidie.»
Che io possa bere ai raggi del tuo cuore
La saggezza di s. Teresa aiuta ad apprezzare il fiume di luce che sgorga dal cuore di Gesù misericordioso. È un dono suo, immeritato, una sorgente di grazia che crea un movimento, un avvicinarsi di Dio a noi, così come il Buon Pastore cammina per cercare chi si è perduto. I raggi del cuore indicano i sacramenti, il battesimo che ci purifica, l’Eucaristia che ci nutre e disseta. Ecco la sorgente, l’effluvio dello Spirito, la vittoria sulla morte, la promessa della vita eterna.
In questi raggi c’è la Chiesa che nasce dal cuore di Gesù, nel venerdì santo, nell’ORA della misericordia. La sorgente giunge a chi non la sa raggiungere, ecco Gesù misericordioso, il risorto che nelle sue membra riconduce tutti al Padre.

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