IN ITALIA IL TRIONFO DELLA CROCE

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Rivolta popolare contro la sentenza della Corte di Strasburgo

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo

in cui si chiede la rimozione dei crocifissi dalla aule scolastiche ha

scatenato una rivolta popolare in tutta l’Italia. Rivolta con finalità

benefiche visto che adesso si stanno appendendo crocifissi dove

non c’erano e si stanno promuovendo iniziative e manifestazioni

in favore della Croce.

Da quando è stata resa nota la sentenza della Corte, è iniziato un

tam tam di lettere ai giornali, interpellanze nei consigli comunali,

messaggi via mail, telefonate alle radio, discussioni in ogni luogo,

messe e incontri di preghiera, per difendere e sostenere la

presenza del crocifisso, non solo nelle aule scolastiche ma in tutti

i luoghi pubblici. A conferma di quanto il popolo italiano abbia

radicato nel cuore l’identità con il crocifisso basta osservare

cosa stanno facendo sindaci, presidi, consigli comunali, direttori

di giornali, ministri, deputati, senatori, parroci, vescovi, insegnanti,

province, teatri, associazioni di imprenditori, cittadini tutti.

Un enorme numero di presidi ha chiesto di provvedere affinché

tutte le aule abbiano il crocifisso.

Nelle scuole di Parma c’è stata una vera e propria mobilitazione,

nelle scuole elementari, alle medie ed alle superiori, i crocifissi

sono stati appesi anche nelle aule che ne erano sprovvisti.

I presidi concordano: nessuno si è mai lamentato e il crocifisso

non si toglie. In una scuola di Roma, in una classe elementare

dove erano stati fatti lavori di pittura, i bambini hanno chiesto

alla maestra di appendere il crocifisso più in alto,

dove nessuno potrà mai toglierlo. A Imperia come a Sanremo

e decine di altre città le amministrazioni comunali hanno dato

ordine di portare il crocefisso anche nelle aule che ne sono

sprovviste. A Sassuolo, in provincia di Modena, il sindaco ha

acquistato 50 crocifissi per gli istituti scolastici che ne fossero

sprovvisti. A Trapani il presidente e gli assessori della giunta

provinciale hanno pagato di tasca loro 72 crocifissi da portare

nelle aule scolastiche dove il crocefisso manca.

A Trieste il sindaco Roberto Dipiazza ha dichiarato

"fintanto che sarò io il sindaco di Trieste nessun crocifisso

verrà rimosso da alcuna scuola comunale, né tantomeno dagli

uffici municipali". Il sindaco di Galzignano Terme in provincia

di Padova ha emanato l’obbligo di affissione del crocifisso in

tutti gli edifici pubblici, con tanto di multa di 500 per i

trasgressori. Ad Assisi il sindaco ha proposto di esporre nelle

aule pubbliche non solo il crocifisso ma anche il presepe.

A Busto Arsizio in provincia di Varese, l’amministrazione

comunale ha protestato con la sentenza della Corte di

Strasburgo, mettendo a mezz’asta la bandiera europea.

Il sindaco di Loreto, in provincia di Ancona, qualora la

sentenza di Strasburgo diventasse esecutiva, ha già pronta

un’ordinanza per impedire la rimozione dei crocifissi.

L’amministrazione comunale di Montegrotto Terme (Padova),

sta utilizzando i tabelloni per una campagna dove compare un

crocifisso con la scritta “Noi non lo togliamo”.

In rete sul social network Facebook il nuovo gruppo

“Sì al crocifisso nelle scuole” (sialcrocifis­so@gmail.com)

ha raccolto più di 27mila adesioni.

Ed un altro gruppo “Riportiamo il crocifisso nelle scuole”,

in pochissimo tempo ha raccolto 8.872 adesioni.

Nella capitale la Confcommercio di Roma ha chiesto a tutti

gli associati di esporlo nei propri negozi, aggiungendo:

“Se vogliono togliere i crocifissi dalle nostre scuole,

vuol dire che li metteremo nelle nostre aziende”.

Il quotidiano romano “Il tempo” ha lanciato un appello

pubblico (appello@iltempo.it) al Governo e al Parlamento

per controbattere alla sentenza di Strasburgo contro

l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.

Secondo quanto riportato da “Avvenire” ad Abano Terme,

dove è iniziata la protesta della signora Soile Lauti,

il parroco del Duomo, don Antonio Toigo,

ha detto che la “laicità non è sottrazione ma moltiplicazione.

Protesta chi il crocifisso non lo ha dentro”.

Mentre il preside dell’Istituto “Vittorino da Feltre”,

fre­quentato dai figli della signora Soile Lauti sottolinea che,

dal 2002, anno del primo ricorso, nessun'altra famiglia ha

chiesto di togliere i crocifissi dalle aule a dimostrazione che

“l’integrazione e l’inserimento promossi

dalla scuola hanno funzionato”.

di Antonio Gaspari

ROMA, venerdì, 6 novembre 2009 (ZENIT.org)

IL CROCIFISSO ... SCOMODO !

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Siamo indignati come cristiani e come cittadini di uno stato laico, dove pur nel pieno rispetto delle altrui coscienze e nel contesto culturale religioso di tutte le altre confessioni, sorpresa e profondo rammarico coglie uomini di buona volontà, uomini di sani principi, anche laici, la sentenza che la Corte europea ha deliberato sul considerare il Crocifisso un segno che possa essere divisione e quanto può esserci, e che questo venga rimosso. La storia, anche cristiana, probabilmente non insegna nulla, se per educare sui "fatti storici" si passi ad insegnare, nel merito chi delibera, che tale "storia" non conosce.

Madre Teresa, «la notte» accettata come un dono - 1^

A dieci anni dalla morte di Madre Teresa di Calcutta giungono in libreria alcune delle lettere che la religiosa, ora beata, scrisse in diversi momenti ai suoi direttori spirituali e che attestano quella lunga fase della sua vita in cui, com’è noto ormai da tempo, ella sperimentò la «notte della fede». Il libro, che si intitola «Mother Teresa: come be my light» e sarà pubblicato il prossimo 4 settembre nel mondo anglosassone, è stato curato da padre Brian Kolodiejchuk, postulatore nella causa di canonizzazione di Madre Teresa. Già in occasione della beatificazione della suora, nel 2003, padre Brian aveva parlato delle crisi mistiche della religiosa e pubblicato su un sito internet brani delle lettere. La decisione di riproporle ora nel libro ribadisce la volontà del postulatore di rendere il più trasparente possibile il processo di canonizzazione. La decisione, infatti, è stata commentata favorevolmente da più parti. Il cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, si è detto «molto contento della pubblicazione di questo libro». «Mi sembra – ha proseguito – di poter rilevare che anche nell’esperienza di santità più elevata, anche quando tocca i vertici di preghiera e di contemplazione di Madre Teresa, non si può prescindere dalla libertà finita e limitata dell’uomo». La beata albanese, ha spiegato, «è una di noi, che ha fatto tutte le sue fatiche come facciamo noi. Inoltre quando uno è nella prova, in questo caso la prova dell’aridità perché a Madre Teresa sembrava di non percepire più la presenza di Gesù, ha sempre come risorsa la forma più elementare di esercizio della volontà, che è la domanda quotidiana a Gesù di rivelare il suo volto». Un plauso anche dall’arcivescovo di Calcutta, Lucas Sirkar. «Nonostante avesse affrontato il lato oscuro della vita – ha dichiarato – rimase ben salda sulla strada verso la santità e fu quella la sua grandezza».

Cosa successe dopo che Madre Teresa disse il suo sì all'ispirazione divina che la chiamava a lasciare tutto per mettersi a servizio dei più poveri dei poveri? Il mondo ha conosciuto bene ciò che avvenne intorno a lei - l'arrivo delle prime compagne, l'approvazione ecclesiastica, il vertiginoso sviluppo delle sue attività caritative, - ma fino alla sua morte nessuno ha conosciuto ciò che avvenne dentro di lei. Lo rivelano i diari personali e le lettere al suo direttore spirituale, di cui è imminente la pubblicazione a cura della Postulazione della causa per la canonizzazione. Non credo che gli editori, prima di decidersi a darli alle stampe, abbiano dovuto superare la paura che tali scritti possano suscitare sconcerto o addirittura scandalizzare i lettori. Lungi da diminuire la statura di Madre Teresa, essi infatti la ingigantiscono, ponendola a fianco dei più grandi mistici del cristianesimo.
«Con l'inizio della sua nuova vita a servizio dei poveri - scrive il gesuita Joseph Neuner che le fu vicino -, una opprimente oscurità venne su di lei». Bastano alcuni brevi stralci per darci un'idea della densità delle tenebre in cui si venne a trovare: «C'è tanta contraddizione nella mia anima, un profondo anelito a Dio, così profondo da far male, una sofferenza continua - e con ciò il sentimento di non essere voluta da Dio, respinta, vuota, senza fede, senza amore, senza zelo… Il cielo non significa niente per me, mi appare un luogo vuoto». Non è difficile riconoscere subito in questa esperienza di Madre Teresa un caso classico di quello che gli studiosi di mistica, dietro san Giovanni della Croce, sono soliti chiamare la notte oscura dello spirito. Taulero fa una descrizione impressionante di questo stato: «Allora veniamo abbandonati in tal modo da non aver più nessuna conoscenza di Dio e cadiamo in tale angoscia da non sapere più se siamo mai stati sulla via giusta, né più sappiamo se Dio esiste o no, o se noi stessi siamo vivi o morti. Cosicché su di noi cade un dolore così strano che ci pare che tutto quanto il mondo nella sua estensione ci opprima. Non abbiamo più nessuna esperienza né conoscenza di Dio, ma anche tutto il resto ci appare ripugnante, sicché ci pare di essere prigionieri tra due mura».

Raniero Cantalamessa, 26 agosto 2007

L'INTIMITA' CON GESU' CROCIFISSO E MISERICORDIOSO - VIII^

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DALLA CONSACRAZIONE DEL CUORE LA MISSIONE DELL’AMORE

Aelredo, il cantore dell’amicizia spirituale, è convinto che «l’amicizia costituisca il “gradino più alto verso la perfezione” (2,15) cioè la tappa che permette di arrivare alle soglie dell’amore e della conoscenza di Dio (2,14) » (p. 52 & 120) poiché «l’amore e l’amicizia sono la gioia più grande della vita, sono il segno più evidente della presenza di Dio in questo mondo, sono la sostanza stessa del mondo che verrà.» (p. 30)

Questa la nostra missione attinta dal suo cuore, qui il segreto della nostra consacrazione che ci immette nel mondo come fiume luminoso dell’amicizia di Dio, misericordia che sgorga dal cuore di chi amiamo, perchè Egli per primo ci ha amati.

VIVA GESÙ NEI NOSTRI CUORI – SEMPRE CONFIDIAMO IN TE

DIALOGO D’INTIMITÀ

L’ ascolto del PADRE mi chiama all’’ AMORE

Padre nostro che sei nei cieli

Figlia/o mia/o, che sei nella terra il mio cielo

Sia santificato il tuo nome.

Conosco il tuo cuore e ti chiamo per nome.

Venga il tuo regno.

Per te desidero ogni gioia, la vera felicità.

Sia fatta la tua volontà,

Ti dono la mia luce e ti stringo al mio cuore,

Come in cielo così in terra.

Affinché il cielo dimori sulla terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

Ti dono il pane ed ogni altra cosa per sostenerti.

Rimetti a noi i nostri debiti,

Perdono i peccati che ti affliggono,

Come noi li perdoniamo ai nostri debitori.

Così come tu stessa/o perdoni a chi ti ha tradita/o.

E non ci indurre in tentazione,

Vigilo sui pericoli che incontri,

Ma liberaci dal male

Ti sostengo nella prova dell’attesa per introdurti,

risorta/o dalla morte, alla vittoria eterna dell’amore!

Amen

Resto sempre fedele a te e, con viva speranza,

sono in ascolto della tua libera risposta d’amore.

TUO PADRE

Tua sorella in Gesù, Maria Carla Frison FdCC, Roma 2003

TORINO 7 dicembre 2007